Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27148 del 01/09/2018

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Cod. notizia:VI27148


01/09/2018

Professionisti e lavoratori autonomi. Nuove disposizioni sull'"equo compenso" e sulle clausole vessatorie negli incarichi predisposti dalle grandi imprese

La legge di conversione del decreto "collegato fiscale" (L. n. 172/2017) ha introdotto nella legge di riforma forense una norma (art. 13 bis legge n. 247/2012, riportato negli Allegati) che introduce il principio dell'equo compenso , nonché una particolare disciplina sulle clausole vessatorie negli incarichi predisposti dalle grandi imprese e da banche ed assicurazioni nei confronti degli avvocati. Questa nuova disciplina ha avuto qualche modifica ulteriore con la legge di Bilancio 2018 (legge n. 205/2017).

Queste tutele, in base alla norma del "collegato fiscale" (art. 19 quaterdecies , riportato negli Allegati) sono, inoltre, estese agli altri professionisti anche non iscritti ad albi od elenchi ed in genere ai lavoratori autonomi (come definiti nella cosiddetta legge sul lavoro autonomo - d.lgs. n. 81/2015).

Approfondimenti

Professionisti e lavoratori autonomi

La nuova norma, riportata negli Allegati, da una parte si rivolge agli avvocati iscritti all'albo, ma dall'altra estende le nuove disposizioni a tutti gli altri professionisti (iscritti o meno ad albi od ordini) ed in genere ai lavoratori autonomi, tutti ricompresi nella recente legge sul lavoro autonomo che già prevedeva alcune specifiche tutele contrattuali a favore di questi soggetti (vedi notizia VI26234 del 20.6.2017).


Campo di applicazione

A differenza delle tutele già introdotte dalla legge sul lavoro autonomo, che si applicano a tutti i rapporti commerciali con tutte le imprese, l'equo compenso garantito ai professionisti ed il divieto delle clausole vessatorie, introdotti dalla nuova norma (e la conseguente nullità delle clausole difformi), si applicano solo agli incarichi predisposti unilateralmente da banche, assicurazioni e "grandi imprese" , cioè le imprese che non rientrano nei parametri comunitari delle PMI (secondo la raccomandazione 2003/361/CE). Le convenzioni concluse da tali categorie di committenti si presumono (salvo prova contraria) sempre predisposte unilateralmente.
Anche la Pubblica Amministrazione negli incarichi con i professionisti e lavoratori autonomi deve garantire il principio dell'equo compenso.


Equo compenso

In base al criterio generale si considera equo compenso la somma proporzionata alla qualità e quantità di lavoro svolto.
Concretamente, la valutazione del compenso verrà svolta sulla base della conformità agli specifici decreti ministeriali che hanno fissato i parametri tariffari sia per gli avvocati che per gli altri professionisti (parametri che originariamente venivano applicati dal giudice in sede di liquidazione giudiziale dei compensi). I compensi iniqui definiti nell'incarico determinano la nullità della stessa clausola e la sostituzione con i parametri ministeriali.


Clausole vessatorie

La nuova norma introduce un concetto di vessatorietà delle clausole imperniato sul "significativo squilibrio contrattuale" a carico del professionista o lavoratore autonomo. Vengono, poi, elencate al 5° comma dell'art. 13 bis, una serie di clausole che hanno sempre natura vessatoria, Tra le altre, sono vessatorie le clausole che riconoscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente il contratto o la facoltà di richiedere prestazioni aggiuntive gratuite, la rinuncia al rimborso spese o termini di pagamento superiori a 60 giorni. Le clausole vessatorie sono nulle.





Art. 13 bis legge n. 247/2012Art. 13-bis  Equo compenso e clausole vessatorie -1-2018.docxArt. 13-bis Equo compenso e clausole vessatorie -1-2018.docx
Art. 19 quaterdecies legge 172/2017equo compenso per le prestazioni professionali - art.19 quaterdecies legge 172-2017.docxequo compenso per le prestazioni professionali - art.19 quaterdecies legge 172-2017.docx


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